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Simbologia Scout
Il SIMBOLO è una realtà da sempre presente nelle società dell’uomo, in forma implicita o nascosta. La comunicazione tra gli esseri umani, e non solo, non è fatta di sole parole ma da un insieme di comportamenti diversi che trovano nel simbolo la loro espressione più emotiva (al di là delle comode e sterili possibilità tecnologiche che la società moderna ci offre).
Uno degli aspetti più caratteristici dello Scoutismo è la sua modalità di comunicazione in quanto utilizza un linguaggio educativo del tutto particolare, incomprensibile per chi non lo conosce, ma immediato, divertente e ricco di significati per chi lo usa e lo vive.
Parole, immagini e gesti rivestono così un ruolo fondamentale nel processo educativo del giovane.
Metafora e linguaggio simbolico quindi sono i mezzi che B.P. ha messo in atto per dare corpo alla sua idea educativa, sotto l’influenza di diverse sue esperienze culturali: quella pragmatica anglosassone, quella cristiana, quella orientale e quella militare. Tutta la vita scout fa affidamento a momenti suggestivi, a esperienze emotive, e si interessa di luoghi e occasioni dove il sentimento e l’intuizione hanno una grande importanza. Basti pensare al fuoco di bivacco, alla figura del Patrono San Giorgio, alle cerimonie della promessa, al saluto scout per avere una idea di come la vita dello scout sia piena di elementi che coinvolgono tutta la personalità.
Il valore del simbolo è la percezione che nella vita nulla finisce là dove sembra concludersi e che tutto invece si apre ed invita a qualcos’altro. Simbolismo e spiritualità dunque si completano e permettono al giovane di cogliere la trasparenza dello spirito, la presenza di altre verità e altre suggestioni. L’espressione simbolica è dunque la capacità di liberare la ricchezza spirituale che ciascuno si porta dentro. Il simbolismo porta alla capacità di vedere al di là delle cose materiali.
E di far superare al ragazzo i soliti confini del quotidiano e del banale in cui vive le sue abitudini sbiadite.
Il senso del simbolo è il senso del trascendente e dello spirito e lo Scoutismo vuole aiutare il giovane ad essere capace di vedere le realtà nascoste.
In ogni “chiacchierata al fuoco” del suo “Scoutismo per Ragazzi” B.P. introduce il valore del simbolo ed alla fine costruisce un linguaggio particolare che rafforza il senso dell’intero messaggio educativo. Il simbolo è quindi un oggetto, un soggetto, un’immagine che ha almeno due o più significati ed in ciò sta la distinzione psicologica dal segno.
(Dal “Simbolismo Scout”, di Vittorio Pranzini e Salvatore Settineri – ed. scout-nuova fiordaliso; ottobre 2002).


GLOSSARIO

AMBIENTE JUNGLA
La jungla è un paese incantato, pieno di luci e colori, con palazzi fantastici e luoghi nascosti che inducono la fantasia del lupetto ad evadere e correre le più folli avventure.
Las jungla coinvolge il giovane scout che, con i propri simili, condivide il reale ed il fantastico mondo di Mogli e dei suoi amici animali in un insieme simbolico che lo porta all’equilibrio comunicativo tra ambiente ed io interiore.

IL GIGLIO
E’ il simbolo di tutte le associazioni scout del mondo. Simbolo di bellezza, fertilità e fioritura spirituale, veniva usato nelle carte nautiche per indicare il nord, la via da seguire, puntato verso l’alto. Nella versione di B.P. c’è il cartiglio con il motto “sii preparato” con lo svolazzo verso l’alto ad indicare la bocca sorridente dello scout.

IL COLORE
L’uso del colore ha assunto nel tempo più un significato distintivo che simbolico, tuttavia viene usato oggi come appartenenza al Gruppo, al Reparto, alla muta o alla Compagnia.

IL FUOCO
Simboleggia il focolare domestico, il riposo, la casa, ma anche la fiamma che arde nell’animo, il potere sulla natura (il fiore rosso di Mowgli), la luce che scaccia le tenebre dell’ignoranza e della paura.

GLI ANIMALI
Gli animali hanno da sempre un loro valore simbolico. Es. l’aquila per indicare il potere imperiale, l’orso per indicare la forza, la volpe la furbizia, il castoro la laboriosità, il lupo Akela come custode della legge e capo del Branco ec..
Il “Libro della Jungla” di Kipling fu scelto da B.P. per i più piccoli proprio per l’alto valore simbolico della foresta e dei suoi abitanti che possono anche comunicare con l’uomo.

IL DRAGO DI SAN GIORGIO
E’ un animale fantastico con enorme forza simbolica visto in positivo o negativo a seconda delle varie culture. Nella tradizione occidentale costituisce l’ostacolo delle paure che il cavaliere deve superare per raggiungere la meta. San Giorgio è visto da B.P. come l’esempio di chi non evita l’ostacolo ma lo affronta “con tutta la forza del suo animo e del suo cervello”.

L’UNIFORME
B.P. precisò spesso le differenze tra militarismo e scoutismo. Il primo impone ai ragazzi dall’esterno una istruzione collettiva, l’altro incoraggia dall’interno l’individuo a sviluppare da sé la propria personalità. Si può dire che B.P. abbia ideato un metodo educativo in grado di sviluppare ciò che James e Dewey chiamano “l’equivalente morale della guerra”, ossia l’impegnare nella lotta per la pace quelle virtù di eroismo, solidarietà, disinteresse e lealtà che non sono affatto proprie delle virtù militari ma rappresentano ideali da offrire ai ragazzi per “lasciare il mondo migliore di quello trovato”. L’uniforme scout fu scelta da B.P. su modello militare perché era quella che meglio si adattava agli scopi della vita all’aria aperta.

LE INSEGNE E GLI EMBLEMI
I drappi ed i vessilli indicano il gruppo di appartenenza, il nodo piano la fratellanza universale, il guidone di reparto e branco è l’insegna del comando, il bastone rappresenta il comando e sa anche di magia se pensiamo alla bacchetta magica.
La forcola del rover ricorda il bivio della strada, la decisone di quale cammino intraprendere.
Il Totem rappresenta lo spirito protettore. Anche la cintura, la fibbia, il fazzoletto rivestono significati simbolici. Le maniche della camicia arrotolate rappresentano infine la disponibilità a lavorare per glia altri.

IL SALUTO SCOUT
Le tre dita alzate ricordano le tre parti della Promessa mentre il pollice nell’indice significa il forte che protegge il debole. Nel saluto dei lupetti le due dita alzate rappresentano le due orecchie del lupo e i due articoli della promessa. La mano destra alzata è un simbolo di pace in quanto nei tempi antichi si alzava la mano aperta per dimostrare che non era armata. La stretta di mano con la sinistra ed il mignolo aperto è un altro segno particolare caratteristico del saluto scout.

LA TENDA E LO ZAINO
Sono gli elementi più caratteristici: simboleggiano l’essenzialità dell’autosufficienza, l’autonomia e la capacità di sopravvivere con pochi mezzi, in qualsiasi luogo e situazione.

IL GIOCO
Il gioco è un elemento insostituibile nello Scoutismo in quanto nella sua funzione di simulazione esso rappresenta il livello più alto dell’attività cognitiva.
“A lord Baden Powell bisogna riconoscere il merito di aver capito per primo la forza sociale degli adolescenti organizzati e di averla convertita in quella stupenda creazione di giovani Esploratori. Qui non è il caso di parlare di puerilismo perché si tratta di un gioco educativo di non ancora adulti, adottato con talento e creazione alle tendenze ed alle abitudini di quella età. Un’altra cosa è quando quelle stesse abitudini penetrano in occupazioni che vogliamo far passare per rigorosamente serie e sono cariche di oscure passioni della lotta politica e sociale... allora bisogna considerare come funzione ludica si o no il puerilismo prosperante rigogliosamente nella vita moderna?” J.Huiringa.

LE CERIMONIE
Le cerimonie scandiscono con parole, gesti e simboli la vita dell’Unità Scout e fanno memoria delle varie tappe del cammino di progressione personale dei giovani. Il linguaggio simbolico è un momento importante di aggregazione nel quale ogni volta i valori dello Scoutismo vengono rinsaldati e trovano nuova forza tra i singoli s tra i gruppi.

ESPRESSIONE
E’ per lo scout ogni manifestazione di un’emozione o di un pensiero tramite tecniche che risultano congeniali al giovane: il canto, la danza, il disegno ec..
Il contenuto simbolico delle attività di espressione è quello di rappresentare come lontane nel tempo e trasmettere emozioni a coloro che ci ascoltano.
“... il canto permette all’anima di esprimersi e di piacere a chi canta da chi ascolta... anche la recitazione dovrebbe contribuire parte dell’educazione di ogni ragazzo... a scuola io venni incoraggiato a recitare moltissimo e da allora non ho fatto che ringraziare la mia buona stella. Anzitutto mi insegnò ad imparare a memoria un sacco di cose, poi mi abituò a parlare chiaramente davanti ad un largo pubblico...” B.P.

L’URLO
Esso incarna l’energia e la gioia vitale e per lo scout rappresenta anche il riconoscimento del Gruppo, gioia e partecipazione corale (sotto questo aspetto ha perso il significato di aggressività iniziale della lotta). Anche l’urlo di Reparto o di Pattuglia hanno lo scopo di rafforzare l’identità del Gruppo.

(Testo consigliato: “Simbolismo Scout” di Vittorio Pranzini-Salvatore Settineri, nuova fiordaliso Ottobre 2002)


PREGHIERA DELLO SCOUT

“Ritorna il giorno e porta con sé i suoi meschini e penosi interessi e doveri. Aiutaci a mostrarci uomini: aiutaci a compierli con il sorriso sulle labbra e con volto sereno. Fa che l’allegria abbondi insieme all’attività. Concedici di compiere in tutto questo il nostro lavoro con serenità. Riconducici al riposo stanchi e contenti e non disonorati e concedici alla fine il dono del sonno”
Robert Louis Stevenson





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