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Archivio 2013-2014
LANCIO DI UNA COLLABORAZIONE SANITARIA NEL MONDO SCOUT

ingresso del campo L’esperienza del medico di campo dell’Eurocamp 2014



Nella mia personale esperienza che l’Eurocamp2014 mi ha concesso di vivere, evento tenuto al B.-P. Park di Bassano Romano (VT) dal 02 al 09 agosto ed organizzato dalla WFIS, ho avuto il piacere di intrattenermi e di conoscere molti Capi in attività. Tra questi alcuni erano già soci del nostro Centro Studi, tanti altri gli ho invece invitati a diventarlo presentandogli l’importanza del confronto che il Centro può offrire ai suoi soci. Tra questi Capi, impegnato a pieno regime nel servizio che si era offerto di svolgere per il buon esito dell’Eurocamp2014, ho conosciuto il Dott. Ivan Danchielli, medico chirurgo dal 1977. Intrattenendomi in particolare con lui ed i suoi collaboratori praticamente tutti i giorni, visto che mi era stato affidato il compito di lanciare e di animare quotidianamente le attività dei giochi del “circo romano” in un terreno adiacente al luogo adibito come infermeria/ambulatorio, dal confronto è sorto spontaneo che l’esperienza del suo servizio medico, naturalmente sotto uno squisito profilo Scout e professionale, potesse essere d’interesse per i lettori di E&P;, ma anche per qualsiasi altro Capo in servizio in ascolto. Così, quasi per caso, mi sono offerto e mi sono presentato da lui l’ultimo giorno di campo per elaborare insieme una sorta di intervista. Dalla chiacchierata è nato il seguente articolo di cui ho solo l’onere di averlo riportato su carta e di averlo spedito in redazione.



- Innanzitutto, chi è Ivan Danchielli?



Ivan Danchielli è un ex ufficiale medico, regolarmente iscritto all’ordine dei Medici di Vicenza, socio del Centro Studi Baden-Powell e naturalmente è uno Scout. “Sono entrato nella Famiglia degli Scout all’età di 10 anni, allora nel CNGEI in qualità di Lupetto. Sempre nel CNGEI ho rivestito l’incarico di Capo Reparto e di Commissario di Sezione e nel 1971 ho partecipato al Jamboree in Giappone con l’incarico di Vice Capo Reparto. Nel 2004 ho fondato il Gruppo Scout Indipendente Vicenza di cui sono attualmente il presidente e la cui realtà aderisce in Federscout”.



- Cosa spinge Ivan Danchielli al suo servizio di medico Scout?



“La cosa parte da lontano, figlia di personali osservazioni sorte anche dall’esperienza vissuta al Jamboree giapponese. Queste osservazioni mi hanno portato a domandarmi il perché non spingere a voler trasmettere nello scoutismo le proprie conoscenze professionali al fine di arricchirlo e di migliorarlo, cercando al tempo stesso di stimolare l’interesse e l’attenzione andando a responsabilizzare i Capi verso, per esempio nel mio caso specifico, l’aspetto del servizio sanitario almeno per i grandi eventi? Così, per rispondere a queste mie riflessioni già nel 1978, in pieno servizio militare, avevo avuto l’intuizione di redigere un regolamento contenete delle linee guida per il servizio sanitario in campi Scout anche di grande portata. Seppur investendo un certo entusiasmo per quanto avevo prodotto, a livello di Sezione il mio lavoro o “piano di lavoro” non venne recepito e considerato. Nel 2010, partecipando all’Eurocamp che si tenne ad Hundsdorf in Germania, l’idea a me cara di voler prestare servizio sanitario ad un evento simile mi si ripropose. Così, arrivati ad oggi, approfittando dell’organizzazione in Italia dell’Eurocamp ho voluto provare ad offrire concretamente le mie idee e la mia esperienza professionale, immaginando un’affluenza di quasi 2000 individui (i dati ufficiali diranno 1908 anime) per una proposta decisamente paragonabile ad un mini-Jamboree. Dall’esperienza personale impostata come verifica al progetto di realizzare concretamente qualcosa di utile per tutti”.



- Cosa ha comportato l’impegno del servizio che hai svolto per noi all’Eurocamp?



“Ha comportato in prima linea il confronto e l’accettazione delle mie disposizioni da parte della stessa WFIS e del Capo Campo, e naturalmente, anche se nello Scoutismo siamo educati a non tenerne conto per onorare il nostro senso del servizio, anche dei sacrifici economici. Dopo aver ricevuto l’incarico da parte della Federazione, 6 mesi prima del via del campo si è cominciato a fare una lista ed a cercare gli strumenti, i farmaci ed i presidi sanitari (bende, ecc…) necessari. In accordo con l’organizzazione dell’Eurocamp, abbiamo effettuato un sopralluogo preventivo e mi è stata assegnata come infermeria/ambulatorio una struttura prefabbricata adiacente a quella amministrativa ed ho provveduto alla realizzazione di uno striscione delle dimensioni 200x80 cm riportante in tre lingue, l’italiano, il tedesco e l’inglese, l’indicazione del pronto soccorso. Con alcune spese effettuate e la lista delle cose che si necessitava alla mano, ho presentato un budget dei costi del servizio che si aggirava attorno alla cifra di 2500,00 Euro, comprensiva della presenza di una ambulanza attrezzata con autista, ed ho ricevuto il bene placito per operare. Ho così raggranellato dei collaboratori professionisti e Scout: la Dott.ssa Bianca Zanini, iscritta all’Ordine dei Medici di Treviso in qualità di anestesista-rianimatrice, l’infermiera Giuseppina Perrone di Villaverla (VI), a cui ho assegnato la responsabilità dell’organizzazione dell’infermeria, l’assistente sanitario Alessandro Mateazzi di Vicenza, il collaboratore Giuseppe Ferracin facente parte del mio Gruppo. In più, grazie all’interessamento di Andrea Balistreri (FI) si è riusciti ad avere a disposizione un’ambulanza attrezzata e munita di defibrillatore, gentilmente concessa dai Volontari della Misericordia di Varlungo (FI) e la preziosa disponibilità professionale del Sig. Maurizio Carletti di Firenze in qualità di autista. Il mezzo si dimostrerà al quanto prezioso per il buon esito del nostro servizio, in quanto è da tenere in considerazione che l’ospedale più vicino al B.-P. Park è a Viterbo, cioè a ca. 50 km di distanza percorribili in quasi 40 minuti di viaggio”.



- Raccontaci un poco cosa avete fronteggiato te ed il tuo team in questi 8 giorni di campo.



“Oggi possiamo effettivamente già definirla un’esperienza imprevista ed esaltante (se mi è concesso il termine) e posso affermare che in media abbiamo dovuto soddisfare complessivamente ben 267 richieste di assistenza medica-infermieristica anche a volte altamente impegnativa, in totale con un impegno di 24 ore al giorno. Una esperienza del tutto nuova ed inaspettata all’inizio. Le prestazioni hanno interessato soggetti di tutte le età, dai bambini agli adulti ed a volte ci siamo trovati a fronteggiare l’assistenza contemporanea di 4-5 soggetti, riuscendo sempre e comunque a garantire all’interno della nostra struttura la presenza di personale medico ed infermieristico. Per buona abitudine abbiamo annotato tutto in registri che intendiamo consegnare in visione (soli dati statistici) ai quadri organizzatori dell’Eurocamp 2014. Se comunque, dalla mia presente testimonianza, dovessi riuscire a realizzare (Dio-ci-aiuti!) una concreta collaborazione per la messa in funzione del progetto sanitario all’interno della WFIS e perché no, anche all’interno del mondo Scout in generale, mi riservo fin da subito di mettere a disposizione i suddetti registri riportanti in maniera dettagliata tutti gli eventi riscontrati e gli interventi sostenuti (ovviamente sempre con dati anonimi). Ad onor di cronaca, giusto per lasciare intendere la mole di lavoro profuso ed il livello di preparazione professionale che abbiamo dovuto dimostrare, posso dire che gli eventi principali sono stati: 25 ferite da taglio, 33 congiuntiviti, 23 colpi di calore/disidratazione, 20 contusioni/traumi, 12 artralgie da sforzo, 12 infiammazioni della cute/vesciche, 32 emicranie, 15 infiammazioni febbrili delle vie respiratorie, 25gastrointeriti, 4 epistassi, 6 otiti, 8 abrasioni cutanee, 7 gastriti, 4 unghie incarnite, 4 lesioni all’occhio, 3 punture di insetto, 6 stati febbrili, 1 reazione allergica asmatiforme, 1 ernia addominale, 1 frattura al piede, 5 stati di agitazione, 2 ustioni solari, 3 patologie ai genitali, 2 patologie endocrine, 1 precoma etilico. I principali trattamenti effettuati all’infermeria di campo sono invece stati: 80 medicazioni/fasciature, 22 ricoveri di osservazione in infermeria, 36 applicazioni di ghiaccio secco, 3 suture chirurgiche, 3 invii in pronto soccorso per radiologie, 2 artrocentesi al ginocchio, 3 infiltrazioni intrarticolari, 3 massaggi fisioterapici, 2 applicazioni di agopuntura, 2 elettrocardiogrammi, 2 lavaggi auricolari, 1 rimozione di lente a contatto ritenuta, 1 intervento odontoiatrico, 3 rimozioni di corpo estraneo, 1 monitoraggio ossimetrico continuo e reidratazione per precoma etilico”.





- Dopo aver sentito in epilogo questi numeri (ma anche aver visto con i miei stessi occhi la meticolosità con cui i registri sono stati elaborati), dall’alto della mia grande ignoranza non professionale, ma da semplice Capo in piena attività, alcune considerazioni mi nascono spontanee. Mi domando: quali sono invece le tue considerazioni che oltre ad essere un Capo ed un medico chirurgo, hai vissuto in prima linea la tua esperienza?



“Direi che dalla mia esperienza emerge l’evidenza che per un incontro numeroso di ragazzi; passatemi i termini: Jamboree, Eurocamp, Eurojamboree, Campi Nazionali di grande portata, …, cito questi termini giusto per intenderci, è evidente la necessità di un supporto tecnico medico infermieristico adeguato, specie per evitare un continuo ricorso alle strutture ospedaliere durante lo svolgimento di tali incontri. Nel caso dell’Eurocamp 2014, ricordo che tale struttura non era nemmeno tanto vicina. Oltre a questo, ritengo che tale assistenza si dimostri ottimale se erogata da personale professionale con esperienza Scout in quanto ben conscio dei rischi connessi alle attività dei ragazzi. In sintesi, posso ancora dire che la numerosità maggiore degli interventi ha riguardato la Branca Esploratori/Guide, ma che i traumi più severi hanno invece colpito la Branca Rover/Scolte. I farmaci pediatrici sono stati i meno usati, mentre i presidi più impiegati sono stati i bendaggi elastici ed il ghiaccio. Da parte non solo mia, ma di tutto il mio staff, si è riscontrata scarsissima o comunque una poco attenta igiene personale ed un incongruo utilizzo delle calzature. Non solo i ragazzi, quindi, ma anche i loro Capi responsabili hanno dimostrato, nei numeri e nella natura degli interventi sostenuti, veramente scarsa conoscenza delle norme igieniche e di come fronteggiare le condizioni climatiche di un campo (nella fattispecie: il caldo). Per un incontro così numeroso di ragazzi, ritengo indispensabile la possibilità di poter usufruire di un’ambulanza al campo”.



- Va da se che, se hai deciso di offrirci questa tua esperienza sulle pagine della nostra rivista tu possa avere degli auspici?



“Io?! … mi auspico semplicemente di venire ascoltato. Sia all’interno della mia Federazione che in WFIS, ma anche da tutti i Capi e dai loro vertici in generale e resto a completa disposizione per presentare, come già detto, i risultati di questa esperienza in sede nazionale e/o internazionale per incentivare alla collaborazione e a non prendere tutto per “gioco” nel Grande Gioco dello Scoutismo. Sarei assolutamente contento di raggiungere tale scopo anche incentivando l’adesione alla collaborazione di tutti quegli Scout, giovani e meno giovani, che come il sottoscritto lavorano a qualsiasi titolo professionale nella sanità, creando una forza valida di scout medici-infermieri-assistenti-volontari che formino un gruppo funzionante di lavoro e di confronto per tutte le problematiche che ho descritto tramite questa nuovissima esperienza realizzata in questo Eurojamb. Sogno la realizzazione di una “sanità scout” che lavori con professionalità senza nulla togliere ai preziosissimi dettami igienico-sanitari di B-P contenuti nel suo insostituibile “Scoutismo per Ragazzi” che pur pochi hanno dimostrato di conoscere. E, perché no?, Inserire il tutto nel programma formativo della scuola capi. Abbiamo lavorato ottimamente noi dello staff, abbiamo dimostrato la validità della nostra esperienza con dati concreti. Ora speriamo che si risvegli l’ interesse per il progetto che mi impegno a realizzare se supportato dai vari “vertici” associativi”.



Caro Ivan! Credo che la pietra è stata scagliata. Non resta che attendere che qualcuno la rilanci di ritorno.



Stefano Mantovan

Ivan Danchielli




Per qualsiasi contatto: Ivan Danchielli, Via Valeggio sul Mincio 36 – Vicenza. E-mail: [email protected], tel. 0444/922789/3398180070





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